“Twitter killed the video star”

23 settembre 2009

IBM brevetta il telecomando collegato a Twitter. In pratica grazie all’uso delle tag viene estratto uno snapshot del programma televisivo e inviato al servizio di micro blogging di twitter, o anche a Facebook o Myspace. Grazie alle tecnologie, l’interattività/interconnessione tra web e tv sta aprendo scenari ancora tutti da esplorare. Sarà la fine del tanto temuto da parte degli addetti ai lavori Auditel?

Il telespettatore-blogger potrà esprimere pareri, gradimento e critiche,  in tempo reale rispetto al programma tv (film, serie tv, reality etc.) che sta guardando. Micro-recensioni da 140 battute. Bloggare su una trasmissione tv vorrà dire anche moltiplicare per gli amici la segnalazione e attivare il meccanismo di passaparola e dei click di gradimento, il che renderebbe il telespettatore sempre più attivo e potente.

Fonte: Mashable, Tvblog


The “F” revolution – la condivisione ai tempi di Facebook

17 settembre 2009

Facebook sta cambiando la rete e il mondo dell’informazione. Segnaliamo in proposito  l’iniziativa “Social news” dell’ Huffington Post : uno spazio web che aggrega news e opinioni, permettendo agli utenti di restare in contatto con la rete di Facebook personale durante la navigazione del sito.

L’influenza del social network creato da Mark Zuckerberg,  che ha appena raggiunto i 300 milioni di utenti, sul design degli spazi web e sull’attitudine alla condivisione è stata fiutata anche dalla Microsoft: il suo motore di ricerca Bing tramite la funzione “Bing & Ping” renderà possibile  condividere i propri risultati di ricerca su Facebook, su Twitter oppure via mail. Si tratta di una novità che per la prima volta integra i risultati di ricerca con i social network.
Chissà se avrà successo…

Fonti: Nòva24, Mashable


Un nuovo corso nella gestione dei ricavi pubblicitari online

15 settembre 2009

Con il servizio FastFlip, Google per la prima volta condivide i ricavi della raccolta pubblicitaria con i produttori di contenuti. Una svolta per il mondo dell’editoria online. Se funzionerà in America, presto il progetto potrebbe sbarcare in Europa: oggi sul blog de Il Corriere dell Sera.


La parola agli Psicologi: quali Social Network sono salutari per la mente umana?

8 settembre 2009

Una ricerca condotta dalla Dottoressa Tracy Alloway dell’Università di Stirling in Scozia ha analizzato come Facebook e Twitter influenzano i nostri comportamenti e la nostra memoria.

Lo studio, condotto su adolescenti e bambini in età d’apprendimento (11-14 anni), ha scoperto che Facebook potenzia la memoria, in quanto costituisce un buon allenamento per la mente, con le sue applicazioni su cui esercitarsi e con cui giocare, mentre Twitter e Youtube sono dannosi, perché con il loro flusso continuo di aggiornamenti, fatti di poche e brevi frasi, non consentono al cervello umano di elaborare adeguatamente le informazioni.
Utili e salutari per la memoria sono risultati anche i videogame di guerra, dove per vincere è necessaria un’alta dose di concentrazione e strategia, e il gioco del sudoku.
Del resto, i mezzi di comunicazione che implicano la passività del fruitore e l’eccessiva velocità delle informazioni, in primis la televisione, sono da sempre al centro di ricerche e polemiche.
Cosa ne pensate? Favorevoli o contrari?

Fonti: Mashable.com, Repubblica-8-09-2009


Facebook permette di cambiare gli username

29 luglio 2009

Il mese scorso, Facebook ha finalmente annunciato che avrebbe dato la possibilità agli utenti di scegliersi degli username a loro piacimento, da utilizzare in  URLs configurate come www.facebook.com/username. All’epoca gli utenti furono avvertiti di “scegliere con attenzione”, perchè lo username che avrebbero scelto li avrebbe accompagnati per tutta la vita. Naturalmente questo non ha fermato chi aveva voglia di burlarsi un po’ della novità e così ci sono stati molti esempi di persone che hanno scelto nomi strampalati.

Se siete fra i pentiti di una scelta troppo affrettata o dettata dall’euforia del momento, sappiate che finalmente Facebook ha consentito a concedere di modificare il proprio username, ma solo per una volta, almeno così dicono.

Per l’opzione, andare su “Settings” in alto a destra della pagina di Facebook e cliccare su “Account Settings.” La seconda opzione dall’alto è “Username.” Selezionare “Change” per modificare il proprio username e poi cliccare “Confirm”.


Send a message to God – via Twitter

24 luglio 2009

Un ragazzo israeliano di 25 anni, dopo aver visto la portata degli effetti di Twitter durante la rivolta di Teheran, ha ideato e creato il sito web: www.twitter.com/Thekotel. Il servio permette a milioni di fedeli 2.0 di praticare l’antica tradizione di mettere un biglietto con le proprie preghiere tra le pietre del Muro del pianto di Gerusalemme. Tutto quello che si deve fare è pregare e tweettare “@ the Kotel”. Dall’altra parte del web, in Israele, ci sarà qualcuno che penserà a stampare le preghiere su vera carta e infilarle nelle fessure del Muro.
Centinaia di brevi preghiere, lunghe 140 caratteri, sono state inviate dai 5 continenti, soprattutto dall’America del Nord, del Sud e Australia. Postare un “tweet-prayer” è più facile ed economico che prendere un aereo fino in Israele. La mission del servizio dichiarata sul sito Tweetyourprayers.info è: usare la popolarità di twitter per dare a chiunque sulla terra l’opportunità di lasciare la propria preghiera al Kotel.


Giappone: stop a Twitter in campagna elettorale

23 luglio 2009

Dal Corriere della Sera di oggi: “Twitter viola le norme che regolano la campagna elettorale e va fermato”.

Nessuna spiegazione su quali siano le violazioni nel merito. Par condicio? In realtà Twitter è uno strumento molto democratico se ci si riflette, fornisce a tutti le stesse opportunità di accesso e, potenzialmente, la medesima platea. Democratico e potente, o almeno vissuto come tale, se si arriva persino a censurarlo in periodi delicati come quelli di una campagna elettorale. Mi chiedo se la mossa abbia senso, però. In fondo, è un po’ come provare a mettere uno stop alle conversazioni tra individui per rispetto della par condicio.


Una ricerca nata vecchia

15 luglio 2009

Qui si possono trovare i risultati di una ricerca che dimostra come, nel mondo online, la maggior parte delle notizie provenga ancora dai canali “ufficiali” mentre solamente il 3,5% delle news ha origine dal mondo del blogging. E’ un risultato che non sorprende più di tanto, in quanto l’autorevolezza che sta dietro all’essere notizia deve venir garantita dall’ufficialità del canale.

E’ però una ricerca che nasce già vecchia. Non tiene infatti conto di diversi parametri di analisi, primo tra tutti quello di Twitter, escluso dall’indagine. Il sito di Microblogging si è dimostrato di recente un grande protagonista nel mondo dell’informazione, essendo stato il testimone principale nei giorni scorsi delle manifestazioni di protesta nei confronti del risultato elettorale in Iran ed avendo mostrato al mondo intero quello che i canali ufficiali d’informazione tenevano nascosto. E’ stato però anche portatore di sventure e di false notizie incontrollate, avvenute successivamente alla morte di Michael Jackson che hanno diffuso panico e morbosità in mezzo mondo. Un po’ di incertezza rimane, un po’ di domande continuano a ronzare nelle nostre teste. Come valutare quindi questi nuovi canali? Siamo realmente pronti ad un nuovo modo di fare informazione? Lo saremo mai?


La fiducia viaggia in rete

13 luglio 2009

Le opinioni online pubblicate dai consumatori risultano la forma di advertising più efficace. Lo afferma Nielsen con la sua indagine semestrale, condotta su oltre 25.000 consumatori di 50 Paesi nel mondo. Ben 9 su 10, infatti, si fidano dei consigli di persone che conoscono, mentre 7 su 10 hanno fiducia nelle opinioni di altri consumatori online.

E in Italia? Siamo lì, ma con un gap ridotto (5%) tra le due categorie.

Le aziende ascoltano e recepiscono. Sembra infatti che stiano modificando il loro modo di comunicare, iniziando da una parte a favorire e a partecipare alle conversazioni online sui propri prodotti/servizi, dall’altra a impostare la propria comunicazione non più su messaggi “ideali” ma sulle reali aspettative dei consumatori. Arriveremo allo User Generated Advertising?


Il potere della tecnologia…

30 giugno 2009

Riccardo Luna, direttore di Wired, è intervenuto di recente a Roma durante la settimana internet, nella sessione in cui si parlava di donne e tecnologia. Nel video che vi propongo  l’estremissima… sintesi del suo intervento. Dedicato a tutte le donne!


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